Il cerchio si allarga e molte altre cose
Da alcuni giorni vorrei scrivere questo post,
ma il tempo mi è sfuggito.
Non mi sono dato per vinto, e mi sono scritto l’idea su un foglietto.
Capita spesso, una cosa bella, insolita, meravigliosa… scompare nel nulla se non trovo un momento per fissarla nel tempo su un foglio di carta o su un post del blog.
IL CERCHIO SI ALLARGA
Inizio della scuola, tempo di nuove conoscenze, prima di tutto tra gli alunni. Ormai, dopo tre anni qui, vado molto sul sicuro con le prime: so cosa piace loro e come creare un clima da subito positivo con loro, tanto più che in genere conosco già una buona metà dei ragazzi. Comunque è sempre tutto da fare. Quest’anno, per esempio, ho una quarta ginnasio molto tranquilla, poco numerosa, con ragazzi molto simpatici e spontanei, con cui abbiamo già iniziato a fare cose molto divertenti. La prima scientifico, invece, è più numerosa e un po’ agitata, per cui ho dovuto fare un po’ di contenimento, tanto più che ho avuto finora poche ore, rispetto alla quarta. Venerdì li ho rivisti, tra i tanti ci sono G. e M, che si fanno subito notare e tentano di fare i furbetti (la cosa mi fa sorridere, perché so che ben presto questa maschera sparirà e verranno fuori "loro").
Tutto bene, comunque, un caos discreto e un buon successo dell’attività proposta (come previsto).
La cosa bella è successa di pomeriggio. Passo di corsa in cortile, già in ritardo per un appuntamento, e trovo proprio loro due insieme a Mi., altro alunno della classe, ripetente, mio grande amico. Nonostante la fretta, mi sembra importante fermarmi a scambiare due chiacchiere. Devo correre, e sinceramente preferirei stare con loro, ma non posso.
Vado via, però, con il piacere di averli incontrati.
Poche ore dopo vado sul mio pc, entro su fb e trovo M. che si propone come nuovo amico.
Lì mi sono reso conto che con lui era fatta: amici. Con grande meraviglia ho imparato ad accorgermi di questi momenti "magici", quando un ragazzo smette di studiarti, e decide di fidarsi e di esserti amico. Avviene sempre con gesti semplici, quasi invisibili, ma inequivocabili. Una volta un ragazzo che era stato sempre lontano da me, improvvisamente aveva iniziato a sedersi vicino, oggi è fb, ma la realtà è quella. Ed io decido di fare altrettanto, e di essere "degno" di una tale amicizia.
Oggi è iniziato l’anno catechistico in parrocchia, con una giornata di giochi e attività con tutti i bambini e i ragazzi: stavolta erano una cinquantina, più una trentina di adulti.
Ai ragazzi conosciuti si aggiungono i piccolini. Oggi ho fatto amicizia con un gruppetto di loro: Lorenzo, Lollo, Sara, Matteo, Gemma. Mi sono ritrovato a un certo punto circondato da questi bambini di sette anni, con le loro domande buffe e con la voglia di raccontare di tutto. Mi sono fermato ed è stato un divertimento unico. Non conta che abbiano solo sette anni, anche loro fanno parte di questo cerchio che si allarga.
DAGLI IMPREVISTI COSE NUOVE
L’altra settimana ho avuto una delusione piuttosto cocente. Ho dovuto prendere atto che alcune persone non erano disposte a seguirmi in un certo progetto, ma avevano il loro. Non ho potuto fare altro che arrendermi all’evidenza. Ciò ha comportato un cambio di rotta nel mio progetto di animazione. All’improvviso mi sono trovato solo, per esempio, a portare avanti il gruppo delle medie. Per alcuni giorni (ma ancora oggi) la cosa è rimasta come un sottofondo spiacevole. Però… ho imparato da Oliver Sacks che la malattia non è la fine di niente, ma il più delle volte l’apertura di nuovi mondi. Questo vale per ogni imprevisto e ogni ostacolo. Intanto la situazione che si è creata permette di fare cose nuove, di allargare gli orizzonti, di sperimentare, di non essere ancorati al passato. In più, in questo passaggio critico, molte persone mi hanno dato la loro disponibilità, e oggi A. e F. sono apparse all’improvviso, con la loro voglia di fare. Si apre un mondo nuovo, si intrecciano tanti fili, e all’improvviso arrivano frutti inattesi.
IL BAR DEL SOGNO
Da un po’ di tempo frequento abitualmente un bar, vicino a casa. E’ una cosa assolutamente nuova, non ho mai avuto "un bar" nella mia vita. Ma ora è così. E’ un bar un po’ strano, a volte entro e non c’è nessuno, neanche il barista. Anzi, non c’è un solo barista, sono tanti, cambiano spessissimo.Io sto lì e passo il mio tempo. L’altro giorno mi sono reso conto che ora uno di loro mi conosce, sa bene chi sono. Tutto questo non capita nella realtà, ma è stato il sogno dell’altra notte. E nel sogno, a un certo punto mi sono detto: di questo bar devo scrivere in un post del mio blog. Ho mantenuto la promessa del sogno.
P.S.
Oggi alla messa delle 11 è venuta anche Fl. con sua figlia F.
Sono venute a salutarmi alla fine. Anche questo fa parte del cerchio che si allarga in modo impensato.


Interessante il sogno del bar.
cerchi che si allargano e cerchi che si stringono:nell’uno e nell’altro caso occorre contenere l’eccessiva espansione o chiusura perchè alla fine tutto si perde